RATS, letto al contrario diventa STAR, qualcosa che, rovesciato, passa dal sottosuolo alla volta celeste.
I ratti sono ritenuti degli animali disgustosi, poco familiari, schivi e portatori di malattie per antonomasia. Non hanno una dimora fissa, si riproducono incessantemente, sono capaci di rimanere in apnea per diversi minuti così come arrampicarsi su pareti verticali, fili, grondaie e saltare mezzo metro in altezza. Abili nel saccheggiare, sono i maestri della sopravvivenza. Se ammassati in spazi angusti rischiano di impigliare le loro code formando un corpo comune chiamato roi de rats – Re dei Ratti.
RATS nasce in una terra nomade, un territorio di confine creato dall’uomo e dall’uomo stesso dimenticato. Un microcosmo con regole proprie, pronte ad essere infrante un momento dopo. Ciò che agli altri appare caotico per noi è struttura, ciò che sembra frammentario è un puzzle dalle infinite possibilità combinatorie.
Ogni unità di RATS è un’entità autonoma e autosufficiente. Genera eresie individualmente o in collaborazione. Ogni eresia sarà contrassegnata dalla data di creazione e potrà avere le caratteristiche di un prodotto finito, ma al tempo stesso scomponibile, riassemblabile, ricontestualizzabile con altre eresie prodotte in nuove configurazioni. RATS è un grande puzzle, con tessere modulari ricombinabili in infiniti schemi, capaci di dare ogni volta un’immagine diversa.
RATS è una rete potenzialmente espandibile in maniera illimitata.
Il network di RATS si basa su un sistema impersonale, autonomo e indipendente.
RATS è qualcosa che si muoverà al di sotto o al di sopra del pensiero unidimensionale. RATS si adatterà ad ogni tipo di realtà, ma solo in parte: la moda, la musica, la fotografia, la poesia visiva e sonora, la performance. RATS vuole rompere le forme consuete della produzione e creare una serie di progetti sempre work in progress, smontabili e rimontabili.
Occuparsi solo di moda, di fotografia o di editoria, a lungo andare diventa noioso tanto quanto restare chiusi nella propria ribellione interiore.
Veniamo addestrati a difendere l’originalità delle nostre creazioni, senza tener conto della struttura di mercato che se ne appropria e ci spreme della nostra creatività. Spogliamo il re. Inventare un nuovo linguaggio comune è la missione di RATS, più che aggiungere un’altra opera “originale”. Distruggere il totem del profitto è una delle missioni eretiche di RATS.
RATS non è un marchio, non è un movimento, non è un collettivo, non è una piattaforma per la produzione di contenuti. RATS è un codice, una metodologia. Conoscere, incuriosirsi e assimilare senza pregiudizi, invece che limitarsi a consumare o a emarginarsi.
Pur non promuovendo in alcun modo l’utilizzo dei social media, ogni membro RATS è libero di condividere e pubblicizzare le proprie e le opere di altri membri, cosciente delle azioni dittatoriali e delle affiliazioni dei vettori tecnologici contemporanei. Rifuggiamo dai social media come azione di liberazione creativa. Ritornare ai sinceri sentimenti di coesione che fioriscono tra gli umani è una delle missioni centrali di RATS.
RATS non svolge azione di propaganda con il fine unico di aumentare il numero di collaboratori, denunciando la cultura della crescita indiscriminata come strumento di orientamento capitalistico. Distruggere il totem del profitto è una delle missioni eretiche di RATS.
RATS scredita l’elitarismo nell’arte ma è a favore della promozione tramite media con una comunanza d’intenti. L’aggregazione a RATS avviene in maniera del tutto spontanea e senza alcuna richiesta o accettazione formale. Il fine ultimo è unicamente quello di espandere una metodologia, un pensiero aperto, il rispetto del prossimo, la collaborazione volontaria e senza vincoli.
CONDIVISIONE ORIZZONTALE
RATS, rete orizzontale eretica, stimola la partecipazione attiva e mai a senso unico. La funzione di RATS non è quella di produrre, ma di condividere metodologie, tecniche e saperi in modo accessibile e applicabile, formando un general intellect capace di emanciparsi dalla produzione industriale.
Questo non significa dover rinunciare dogmaticamente al godimento di un prodotto finito. RATS riconosce la spontaneità che si cela dietro la bellezza e il valore della funzionalità dietro oggetti di natura complessa; allo stesso modo, una rete maggiore porterà competenze maggiori che stimoleranno automaticamente la curiosità nell’autoproduzione, o nel sostegno a opere prodotte da altri membri.
RATS segue la regola dello scambio orizzontale della conoscenza; ogni membro RATS può prelevare, all’interno del database comune o dopo aver avanzato richiesta, le informazioni metodologiche e operative necessarie alla creazione di un oggetto, un evento o un’azione eretica a nome RATS, purché ne condivida la filosofia.
MEMBRI E RUOLI
Chiunque aderisce al progetto diventa un membro effettivo RATS, un’unità senza nome con un numero che coincide con l’ordine progressivo di adesione al progetto. Sono previsti due ruoli operativi, intercambiabili in ogni momento: Ago – coloro che organizzano e producono un’eresia; Filo – tutti gli altri partecipanti chiamati a collaborare. Filo e ago, due oggetti interdipendenti necessari alla sutura di ferite, al rammendo di buchi ma anche alla formazione di legami, all’avvicinamento e alla creazione di una rete su un tessuto indefinito, incontaminato.
RATS è un contenitore di idee e un sistema di condivisione di conoscenze complementare, non un movimento artistico. Non esiste un’estetica, un medium artistico o un genere musicale predefinito con cui operare: ogni RAT crea in base alle sue capacità e alle sue volontà. Rompere la concezione perimetrata delle capacità è una delle missioni eretiche di RATS.
RAT01 – Gilberto Sborea, nato il 91295 a Torremaggiore, Foggia. Mi prefiggo il compito di dare delle indicazioni operative sull’organizzazione eretica del fashion design in quanto, ad oggi, è la cosa che mi compete di più.
Siamo ratti, siamo stelle. Strisciamo nel sottosuolo e risplendiamo nell’infinito. Espandiamo la rete, dissolviamo i confini, reinventiamo il linguaggio.